Criteri e principi

del Commercio Equo e solidale



  • "Perché la droga è così diffusa nel mondo?"
  • "Perché il prezzo del caffè è molto basso!"

Per quanto paradossale possa sembrare, questa risposta racchiude una triste e drammatica realtà.
Nei Paesi dell'America Latina dov'è diffusa la coltivazione della pianta della coca, il prezzo del caffè è talmente basso che i contadini stentano persino a coprire i costi di produzione. Viceversa, la coltivazione della coca rende dei buoni guadagni e i costi di lavorazione sono di gran lunga inferiori, in quanto la pianta della coca non necessita di tutte quelle cure ed attenzioni che richiede il caffè. Per rendere meglio la differenza di guadagni tra le due coltivazioni, è sufficiente far notare che un ettaro di terreno coltivato a coca equivale economicamente a dodici ettari lavorati a caffè.

I produttori di caffè che possiedono piccoli appezzamenti di terreno vendono il frutto del proprio lavoro a degli intermediari. Il caffè passa di mano in mano dino a giungere ai grandi grossisti e multinazionali. Il consumatore è l'anello finale di questa lunga catena cominciata con il contadino, produttore di caffè. Quest'ultimo fa la parte del pesciolino che nuota in un mare di squali; infatti solo il 3% del costo finale di un pacchetto di caffè finisce nelle tasche del contadino. Tradotto in euro significa che di un pacchetto di caffè acquistato a due euro, solo sei centesimi rimangono in mano al produttore. Nell'America centrale, e più in particolare nello stato della Repubblica Dominicana, chi coltiva in due ettari il terreno del caffè di qualità arabica (la più pregiata), con i valori attuali di mercato, guadagna in un anno circa 145 euro!

Di fronte a questa situazione drammatica in cui vivono milioni di coltivatori ed artigiani del Sud del mondo c'è chi, abbandonando la logica del profitto, ha voluto creare rapporti commerciali basati sulla reciproca stima tra produttori e consumatori e sul rispetto della dignità di chi lavora. Questo nuovo appoggio al commercio è detto equo e solidale: "equo" perché divide in parti uguali i vantaggi e i rischi che un commercio comporta e "solidale" perché aiuta chi si trova in difficoltà, tipicamente i lavoratori del Sud del mondo.

Le centrali d'importazione del commercio equo e solidale che sono nate negli ultimi quarant'anni nel mondo occidentale
  • acquistano i prodotti alimentari direttamente dalle cooperative del terzo mondo ad un prezo reciprocamente concordato, che non segue i flussi del mercato internazionale e che risulta molto più alto di quello normalmente percepito dal contadino;
  • anticipano ai produttori, al momento in cui viene effettuato l'ordine, fino al 50% del pagamento complessivo;
  • finanziano progetti di rilevante impatto sociale presso le cooperative esportatrici, come scuole, corsi di formazione professionale, centri sanitari, ...
  • garantiscono al consumatore l' eticità e la qualità del prodotto venduto attraverso il circuito delle "Botteghe del Mondo", fornendogli delle schede del prodotto che specificano la composizione del prezzo finale, il cosiddetto "prezzo trasparente".

    Nelle botteghe del commercio equo e solidale è possibile trovare molti prodotti tipici dei paesi del Sud del mondo: caffè, cacao, miele, tè, zucchero di canna, spezie, riso, legumi e nel campo dell'artigianato gioielli e bigiotteria, lavori in vetro, abbigliamento, tessuti, cesti, giocattoli. Le botteghe in Italia sono più di duecento, concentrate maggiormente nel centro nord del paese, e vi lavorano migliaia di volontari e circa un centinaio di stipendiati.

    Grazie all'impegno di tutto il movimento del commercio equo e solidale mondiale, nel sud del mondo circa sei milioni di persone (lavoratori e familiari) vivono con dignità, senza essere sfruttati; questo numero può aumentare se la sensibilità dei consumatori verso le condizioni di sfruttamento dei lavoratori crescerà sempre di più.

    Il commercio equo e solidale è presente anche a Mirano presso la bottega "Bandera Florìda" di via Aldo Moro, 100 gestita dalla Cooperativa delle ACLI San Gaetano.

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    I criteri del commercio equo Altromercato



    Rapporto diretto
    Il rapporto con i produttori è quanto più possibile diretto al fine di evitare intermediazioni speculative

    Democrazia organizzativa
    I produttori sono riuniti in gruppi, associazioni o cooperative basati sul principio della partecipazione

    Continuità nelle relazioni
    La continuità nelle relazioni e negli ordini è garantita in modo che il produttore possa progettare il proprio futuro

    Agricoltura biologica e rispetto per l'ambiente
    Viene dato particolare sostegno ed incentivo alle coltivazioni biologiche e alle produzioni eco-compatibili

    Ricaduta sociale Viene data priorità ai progetti che abbiano una ricaduta sociale verso la comunità in cui il produttore, con altri produttori, opera

    Prefinanziamento
    Viene pagato un prefinanziamento al produttore (fino al 50% del valore della merce) e il saldo avviene appena la merce arriva nei magazzini Ctm

    Prezzo equo ovvero retribuzione dignitosa
    Il prezzo pagato al produttore:
  • corrisponde ad una retribuzione dignitosa del lavoro svolto;
  • valorizza i costi reali di produzione;
  • viene stabilito in accordo con il produttore;
  • tiene in considerazione il principio della parità di retribuzione a parità di lavoro svolto per uomini e donne;
  • è un prezzo stabile, non soggetto agli sbalzi del mercato regolato dalle Borse e dalla speculazione finanziaria;
  • è un prezzo superiore o uguale ai prezzi stabiliti dagli organismi internazionali di commercio equo.